COVER REVEAL: Perché è di te che ho bisogno di Lucia Tommasi

Eccomi qui a farvi scoprire la copertina dell’ultima fatica di Lucia Tommasi.
L’autrice ci regala un libro ricco di pathos e angst … insomma un libro da non perdere e che troverete online dal 3 luglio. Vi lascio alla cover e alla trama.

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Perché è di te che ho bisogno di Lucia Tommasi

Romanzo autoconclusivo
GENERE: New adults
DATA USCITA: 3 luglio 2020
“Inizio a piangere, stavolta non è per il tradimento ma per le minacce di Andrew. <>”
Le sue parole, il suo profumo, il suo contatto mi fanno sentire protetta, mi fanno sentire a casa e allo stesso tempo fuori dal mondo.
Intorno a noi ci sono centinaia di persone, ma fra le sue braccia è come se fossimo soltanto io e lui, in questo momento.
Il calore del suo corpo, il rumore del suo cuore sono il miglior calmante.
Io credo di amarlo ancora. Il mio cuore lo riconosce e piange insieme a me perché non posso più averlo.”
Kirby pensa di avere tutto sotto controllo, una vita e una famiglia perfetta a Seattle, ma è solo un illusione.
Il matrimonio con Andrew sembra essere arrivato al capolinea, l’unico collante tra i due è Isabel, la loro figlia.
Lascia Campbell River a 22 anni per realizzare i suoi sogni, lascia tutto e va a vivere a Seattle, ma il fato gioca a suo sfavore. La madre si ammala gravemente e lei torna a Campbell River, nella casa di famiglia insieme ai due fratelli e scopre che i problemi famigliari non sono affatto spariti ma peggiorati di gran lunga.
Dovrà fare i conti con il marito, i due fratelli, la malattia della madre e il ritorno di Aaron, il fidanzato che lasciò prima di partire per Seattle.
Tra i due non sembra essere passato nemmeno un giorno, ma Kirby ha un marito e una famiglia.
I problemi dei fratelli e della famiglia la travolgeranno e Aaron le confonderà le idee, ma la sua presenza metterà tutto in discussione.
È stata la scelta giusta partire otto anni prima per crearsi un futuro o è stato l’errore più grande della sua vita?
Aaron riuscirà a riconquistare il suo cuore ormai stanco di amare qualcuno che non la contraccambia come Kirby vorrebbe?
“Con Kirby è come stare sulle sabbie mobili. Più ti muovi con lei e più sprofondi.”
BIOGRAFIA: Lucia Tommasi ha ventotto anni e vive in un piccolo paese della Sicilia.
La scrittura è sempre stato il suo sogno nel cassetto, cassetto che un giorno si è stufata di tener chiuso.
Un giorno incoraggiata da alcune lettrici ha iniziato a pubblicare, riscuotendo un moderato successo.
Ama scrivere storie piene di suspance per intrattenere al meglio le sue lettrici.
Fin da bambina nella sua testa creava personaggi e storie, finché non ha iniziato a metterle su carta.

 

RECENSIONE: La Bosnia e il rinoceronte di pezza di Pietro Aleotti

copertina

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trama

Testimonianze in presa diretta, lacrime e speranze in un libro in cui al centro non vi è la guerra, ma le donne, e in cui una di loro, Alima, si erge come protagonista grazie alla sua voglia di andare avanti per fare sì che il dialogo prevalga sulla violenza, la vita abbia la meglio sulla morte. C’è un doppio piano narrativo in questo libro, che cerca un linguaggio nuovo, in bilico tra teatro civile e racconto: la ricostruzione dei fatti che sconvolsero la Bosnia Erzegovina durante la guerra d’inizio Anni ’90 è squarciata dalle pagine in cui Alima tratteggia il suo personale percorso di superamento del dolore. Alima non rappresenta solo se stessa, è il simbolo di tutte le donne bosniache che hanno vissuto sulla propria pelle l’intero campionario degli orrori di un conflitto ancora oggi quanto mai attuale. “Aleotti ricostruisce le ragioni, le motivazioni e le conseguenze di una storia collettiva, dando vita a un teatro di narrazione che è allo stesso tempo teatro civile, nel quale l’autore si fa carico di trasmettere qualcosa che oggi diventa sempre più sottile: la memoria dei fatti”.

recensione

Buongiorno a tutti lettori, quello che oggi recensisco è un piccolo libro di 100 pagine di Pietro Aleotti, edito Infinito Editore. Quando mi è stata proposta questa collaborazione ne sono stata molto felice.
In questa pagina di solito notate solo libri fantasy o romance, ma amo leggere anche narrativa e soprattutto, come in questo caso, raccolte di racconti di fatti avvenuti durante eventi storici.

Questo libro è proprio uno di quelli.
Non è propriamente un libro di racconti, ma più un testo teatrale. Aleotti, ha costruito la storia in monologhi, che raccontano gli eventi di una delle guerre più terribili del nostro secolo. La guerra di Bosnia Erzegovina.

Si vede la ricerca dell’autore e ci immerge, come spettatori, in un contesto storico che ci è vicino.

Mentre leggevo i monologhi mi sentivo inorridita ed il mio pensiero non riusciva a farsi capace di come sia stato possibile, in una società del dopo guerra, una crudeltà del genere. I racconti non sono inventati ma sono veri e la cosa è ancora più angosciante.

Alotti, non parla solo di Sarajevo, ma anche della città di Srebrenica, dove si è consumata una delle stragi di quella guerra più terribili. Un lager a cielo aperto dove, alla fine, le donne non rivedranno mai più mariti e figli.

Il libro si apre e si chiude con la figura di Alina, che da voce alle donne di questo conflitto. Donne che hanno perso tutto e che potranno soltanto avere tra le braccia rinoceronti di pezza. Il rinoceronte è un simbolo. La perdita di un amore che non potranno mai più riabbracciare.

Ho apprezzato molto questo testo e se fossi una teatrante lo utilizzerei senza dubbio in uno spettacolo per far comprendere meglio agli spettatori una guerra, che conosciamo solo da lontano. Insomma, chapeau, Pietro Aleotti.

Link per acquistare il libro:
La Bosnia ed il rinoceronte di pezza di Pietro Aleotti

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RECENSIONE: Città di Ossa (The Mortal Instruments #1) di Cassandra Clare

copertina

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trama

Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada trasparente come il cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull’elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché i guerrieri sono Shadowhunter, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli. Da quella notte il suo destino si lega sempre più a quello dei giovani cacciatori, soprattutto al magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino a ora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto non creda.

recensione

Ed eccomi qui con la recensione del primo libro della saga di Shadowhunters di Cassandra Clare.

Che dire, questa è una rilettura. La prima volta che ho approcciato a questa saga non mi era piaciuta molto. C’è da dire che l’avevo iniziata in scia all’uscita del film ( pessimo ) e della serie ( pessima anche quella ) e non mi era venuta voglia di continuarla.

Col tempo però la curiosità è aumentata e alla fine ho deciso di ricominciarlo. Volevo passare direttamente al secondo volume ma, alcune persone del mio gruppo di lettura, mi hanno consigliato di rileggere il primo siccome i miei ricordi si basavano su serie e film. Posso dire di aver fatto bene.

La storia, per chi non la conoscesse, è quella di Clary, una giovane ragazza di sedici anni che decide il giorno del suo compleanno con l’amico Simon, di andare a ballare in un locale chiamato “Pandemonium”.
Quando entra nel locale, nota un giovane molto carino che la osserva peccato che le attenzioni del giovane sono tutte rivolte verso una ragazza bellissima dai capelli neri che lo porta via con se. Clary, incuriosita li segue e vede una scena che la farà rimanere sconvolta.

Il giovane, non è un essere umano, ma un demone e la ragazza, insieme ad altri due compagni uccide questo che svanisce all’istante. Clary spaventata, attira l’attenzione su di se ed i tre ragazzi rimangono basiti, siccome loro sono Shadowhunters e che grazie a delle rune incise sulla pelle sono invisibili ai “Mondani” ( equivalente dei Babbani, ovvero umani o senza poteri ) come Clary.

Questa “anomalia” incuriosirà Jace, uno dei tre ragazzi del gruppo che vorrà indagare su di lei. Scoprendo così che anche Clary è una di loro, ma che le sono state nascoste le sue origini dalla madre che, nel frattempo, è stata attaccata da alcuni demoni venendo rapita da Valentine, un ex Shadowhunters che voleva la distruzione dei Nascosti ( Vampiri, Stregoni, Fate e Mannari ), non ritenendoli razza pura. Valentine, in passato aveva formato un ordine di Shadowhunters che voleva ribellarsi al Conclave, ma che poi durante una battaglia era stato considerato morto.

Clary, si ritrova in un mondo che non conosce e che deve iniziare a capire ma, soprattutto, deve ricordare. La madre, Joyce, per proteggerla le ha fatto cancellare la memoria ogni volta che i suoi poteri di cacciatrice si manifestavano.

Che dire, la storia è avvincente. E’ un urban fantasy ben scritto ed i personaggi fanno una crescita personale dall’inizio alla fine del libro davvero notevole.

Clary, più va avanti nella storia, più scopre dettagli della sua vita e del mondo Nascosto e più si plasma, aiutata senza dubbio anche da Jace, che oltre ad aiutarla se ne innamora e lei lo stesso. Peccato che la coppia sia destinata ad una seria infelicità che li rincorrerà per molto tempo a causa di un evento che li sconvolgerà parecchio.

I fratelli Lightwood, Isabel ed Alec, sono davvero interessanti. Isabel è una guerriera molto sensuale che provocherà qualche scompenso emotivo a Simon, il migliore amico di Clary, anche se in questo libro non è al massimo del suo potenziale.

Alec, deve affrontare innanzitutto la sua avversione per Clary a causa dell’attrazione della giovane per Jace, che è il suo “parabatai” ( ovvero sono guerrieri legati da un vincolo, che li lega per tutta la vita, insomma quasi una fratellanza ) ma anche un suo desiderio nascosto. Questo muterà per lui, quando incontrerà Magnus Bane ( ❤ ), che gli sconvolgerà LETTERALMENTE la vita.

Ed infine Simon, il tanto odiato. Colui che il fandom di questa serie ha bollato come orribile e fastidioso e devo dire la verità in questo primo libro lo è. Il suo innamoramento per la protagonista è viscido. Io ho odiato ogni interazione di questo personaggio con Clary, però posso dire che nei prossimi libri la cosa cambia ( meno male direi ) e lo fa apprezzare un po di più.

In conclusione, il libro mi è piaciuto molto e credo di aver fatto bene a rileggerlo. Molti passaggi sono completamente diversi da serie e film. Quindi se vi piacciono le serie sovrannaturali e fantasy, io questo lo consiglio a tutti.

Link per l’acquisto del libro:
Citta di Ossa di Cassandra Clare

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COVER REVEAL: Tutta colpa del Tight di Silvia Calandra

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Quando l’uomo sbagliato indossa l’abito giusto l’amore prende il sopravvento

Modena, Firenze, 25 giugno 2020

Non c’è abito che si addica meglio di un tight a un contesto Royal e non c’è romanzo che si abbini meglio di “Tutta colpa del tight” al catalogo della Royal Books Edizioni. Era vintage, ma aveva ancora il cartellino attaccato all’etichetta: sono bastate delle forbici, un ago e un rocchetto di filo per trasformare quella di Chris e Thomas in una nuova storia tutta da scoprire. Il 13 luglio “Tutta colpa del tight” di Silvia Calandra arriva sugli store digitali: è tempo di esporlo in vetrina.

Tra la formalità e la fermezza passa una linea sottile, spessa quanto il filo imbastito attorno alla manica di un tight. È una cucitura indispensabile per adattare la stoffa alla circonferenza del polso, ma è provvisoria. Una volta tagliata via, lascia che formalità e fermezza fascino alla perfezione le braccia di Thomas Campbell. Che prima di essere uno stagista, è un british man di polso fatto apposta per l’abito inglese per eccellenza. E al fascino del tight, che gli calza a pennello, cede persino Chris Puccinelli, la sua responsabile.

Da brava italiana trapiantata a New York, Chris ha conservato il buon gusto in fatto di moda. Ecco perché a un capo di alta sartoria non resta indifferente. Ma oltre all’abito – anzi, dentro – c’è Thomas, che tra gli uomini sa distinguersi come il tessuto pregiato del suo vestito. Chris capisce subito che lo stagista ha la stoffa del seduttore e cerca di tenerlo a distanza. Impedire alle loro trame di intrecciarsi, però, è quasi impossibile.

Tra un tentativo e l’altro di sfuggire dalle mani del sarto più romantico di sempre, il destino di Chris si annoda attorno allo stesso spillo fissato sul tight di Thomas. E sebbene abbia trovato un appiglio, la ragazza non riesce a ignorare la paura di pungersi. D’altronde, è il rischio che correrà se sceglierà di buttarsi tra le braccia di un uomo dall’abito su misura.

C’è una linea sottile tra ingenuità e fiducia ed è spessa quanto il nodo che si aggroviglia attorno allo spillo fissato da un sarto sulla manica di un tight. Chris la teme, ma dovrà imparare a oltrepassarla saltando via dal passato. “Tutta colpa del tight” è un romanzo in cui ogni filo si snoda per poi intrecciarsi di nuovo in trame imprevedibili.

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Tutta colpa del tight di Silvia Calandra
Edito da Royal Books Edizioni
Data di pubblicazione: 13 luglio 2020 (su tutti gli store digitali)
Genere: Contemporary romance
Standalone

Trama

 Christine, reduce da un passato non roseo dal punto di vista sentimentale, ha finalmente trovato la sua strada tra le vie e i grattacieli di Manhattan. La sua vita gira intorno a una cosa sola: il lavoro.
Solo l’amicizia con Sarah, l’unica collega con cui va davvero d’accordo, riesce a distrarla dalle lunghe giornate newyorkesi. Il suo carattere troppo spigoloso, infatti, non le ha consentito di circondarsi di amici nel corso del tempo… per non parlare degli uomini. Di loro è sempre meglio non fidarsi, non si dovrebbe mai abbassare la guardia.
Di certo Chris non è preparata, in una giornata come le altre, a imbattersi in Thomas, nuovo stagista alle sue dipendenze, tremendamente sexy e dannatamente disponibile a esserle amico.
Tra piccole bugie, viaggi intercontinentali e baci rubati… riuscirà Chris a trovare il suo nuovo equilibrio?

*** Il romanzo è la riedizione, rivista e corretta di “L’amore sa di fragola”, autopubblicato nel 2017 ***

 

RECENSIONE: Conflitto di interessi di Paola Chiozza

copertina

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trama

Disturbo mentale o trauma cranico? Sofia Russo non capisce cosa abbia colpito la sua famiglia. Forse è stata la vincita alla lotteria a farla impazzire.
Se almeno fosse stato un meteorite, avrebbe ereditato il denaro e bevuto cocktail su una spiaggia dei Caraibi per il resto dei suoi giorni.
Di certo non avrebbe speso quei soldi per aprire una pasticceria in Islanda.
E così, a ventiquattro anni suonati e con una naturale inclinazione alla catastrofe socio-sentimentale, Sofia si ritrova a Reykjavík. A combattere contro il freddo e la puzza di pesce putrefatto.
Proprio quando pensa che non ci sia niente di più brutto dell’assenza del bidet, arriva lui.
Joann Sigurdarson è un vichingo, in tutte le accezioni del termine.
Soprattutto in quelle negative.
Sfacciato, prepotente, scorbutico e… maledettamente affascinante.
Può andare peggio? Sì, se Joann spunta proprio dall’unico posto da cui Sofia dovrebbe tenersi alla larga: il negozio di fronte a quello della sua famiglia.
Il vichingo impertinente rappresenta la concorrenza. Quella spietata, fatta di equivoci, provocazioni, conflitti e puro odio.
Eppure, sebbene nessuno dei due creda al proverbio “chi disprezza compra”, resistere alla tentazione sembra impossibile. Joann e Sofia non sanno più chi sono. Si odiano o si vogliono?
Già.
Forse era meglio il meteorite.

recensione

Sapete quelle autrici che acquisti perché te le consigliano o perché leggi la trama e ti piace, ma che però, anche se hai il libro, non leggi? Ecco Paola Chiozza è una di queste. Non perché non mi piaccia, ma perché, continuo a rimandare con la speranza di leggere un suo Chick-lit.
Ecco, alla fine ce l’ho fatta! Ed è stata la lettura più esilarante della mia vita.

La storia inizia con l’arrivo della famiglia Russo, a Reykjavik. I Russo, napoletani da generazioni, vincono una lotteria e decidono di realizzare il loro più grande sogno, ovvero aprire una pasticceria in Islanda. Ovviamente, con i coniugi, ci sono anche i due figli, Sofia e Samuele. Sofia non è molto felice di essere approdata in quel luogo freddo e abbandonato da Dio. Un giorno però per ambientarsi, decide di prendere la macchina del fratello e farsi un giro per la città. E a causa di un parcheggio abusivo e di un carroattrezzi, conosce Joann. Il ragazzo, vichingo allo stato puro, che potrebbe essere stato creato direttamente da Odino per la perfezione fisica, dapprima aiuta Sofia ad andare a riprendere la macchina, ma quando questo scopre che è la figlia dei proprietari della pasticceria che apre difronte a quella della sua famiglia, le cose iniziano a mettersi male.

I due inizieranno una guerra fredda con qualche tregua, ma pur sempre fredda.

Quando però sembra che stiano per trovare un punto d’incontro qualcosa li fa allontanare di nuovo, gettando altre basi per una nuova guerra fredda.

Insomma, questo libro è pieno di colpi di scena e momenti esilaranti.
La protagonista è verace come il paese da cui proviene. Sofia è un vulcano di comicità, talmente tanto che ho avuto difficoltà a trattenere le risate. Se nel caso doveste leggere il libro, dopo questa recensione, il capitolo 8 è uno dei punti più divertenti ( ma non solo quello ) del libro.

Joann è burbero al punto giusto, ma anche particolarmente dolce quando vuole e per quanto lui e Sofia siano agli antipodi, troverà la figura della ragazza stranamente seducente, con quel suo napoletano verace e la sua personalità particolare.

Ho trovato questa coppia, per quanto diversa, perfetta nella loro imperfezione. Con il loro odio/amore e i colpi bassi, appassionano alla lettura sperando che questo non finisca mai.

In conclusione è un Chick-lit, davvero ben congegnato. Ho trovato spassose le interazioni familiari, tipiche di una famiglia del sud italia, seppur a volte abbia trovato il napoletano un po’ antiquato ( mi spiego, a volte i protagonisti usano un Napoletano un po vecchio stampo ed essendo meticcia Napoletana, con fidanzato Napoletano, Madre Napoletana, amici Napoletani, Nonni e zii e cugini Napoletani, so per certo che molte di quelle frasi non si usano più ). Ma accantonando questo, che mi sembra una cosa totalmente priva di senso. Io vi consiglio di leggerlo perché è davvero DIVERTENTISSIMO.

ps. Il Bidet dovrebbe essere proclamato patrimonio dell’UNESCO.

Link per l’acquisto: Conflitto di interessi di Paola Chiozza

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RECENSIONE: Indelebile (The Broken Stars, #2) di Elisa Gioia

copertina

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trama

“Non tutte le storie sono perfette. Non tutte le storie hanno un lieto fine.
La nostra non arrivò mai all’happy ending.
Anche se lo avrebbe meritato.”

Blue Harbor, Carolina del Sud. Chase e Autumn passano tutto il loro tempo assieme, dapprima come amici d’infanzia, poi, complici le serate passate sul pianale di un vecchio pick-up, la loro amicizia si trasforma in qualcosa di più. L’amore arriva inevitabile e sfida la congregazione e la mentalità di quella piccola cittadina di cinquecento anime.
Lui, il ragazzo marchiato dall’inchiostro, silenzioso e dai mezzi sorrisi, conquista la ragazza perfetta e studiosa. Nonostante siano due libri rilegati diversamente, per un periodo di tempo scrivono la stessa storia. Sotto la giuria delle stelle, programmano il loro futuro ma, imprevedibile come un temporale estivo, una decisione improvvisa finirà per dividere le loro strade.
Dieci anni dopo, Autumn sarà costretta a ritornare a Blue Harbor per intervistare Chase, diventato nel frattempo uno dei piloti più titolati e famosi nella storia del Motomondiale.
Il ritorno a casa risveglierà in loro vecchi ricordi, li costringerà ad affrontare memorie, alcune dolorose, e scopriranno che nessuno dei due è riuscito a dimenticare il primo amore.
Per Autumn sarà anche l’occasione per guardare la sua vita con occhi diversi e rendersi conto che non ha avuto il futuro che sperava.
Sette giorni: questo il tempo che dovranno trascorrere assieme per aggiungere un nuovo capitolo alla loro storia.
Una settimana per scrivere la fine che vogliono, non necessariamente insieme.
Una scelta dolorosa li ha divisi. Un’altra, forse l’ultima, deciderà il loro futuro.

LIBRO AUTOCONCLUSIVO

recensione

Della serie “recensioni in ritardo”.
Questo libro, letto a Maggio, è l’ultima fatica di Elisa Gioia un autrice Self che apprezzo tantissimo, seppur il penultimo libro “The Golden Boy” non mi abbia fatto proprio impazzire. Questo invece l’ho trovato SUPERBO, il migliore tra quelli scritti.

La storia ci regala pezzi di passato e presente dei due protagonisti, trasportandoci nei loro pensieri ed emozioni.

Chase e Autumn, sono stati innamorati per lungo tempo da ragazzini, ma quando il ragazzo riceve un ingaggio per una scuderia motociclistica i due si lasciano non cercandosi e vedendosi per lungo tempo.
La vita di Autumn va avanti e si allontana dal suo paesino, che tutto le ricorda lui, per andare all’università e iniziare a lavorare a San Francisco in un giornale, per quanto la sua ambizione sia quella di scrivere un libro. Ma a mali estremi, si ritrova a gestire la rubrica dell’oroscopo scritta anche di pugno di un altra persona. In più fa coppia fissa con Byron che non approva le ambizioni di Autumn ed in più la vuole sposare.

La svolta arriva quando Autumn scopre che il giornale punta ad intervistare il motociclista più famoso e playboy del mondo ovvero, Chase. Con molta difficoltà Autumn tenta di evitare di incontrarlo ma, siccome vuole scrivere un pezzo tutto suo, viene costretta a farla lei quell’intervista. Quindi, si ritrova ad un party, dove per errore balla mezza nuda sul palco, sperando che Chase non la noti, peccato che così non è.

Quando Chase, scopre che è Autumn a doverle fare l’intervista ( lui molto restio a giornali e giornalisti ) decide di accettare, ma l’intervista dovrà essere fatta nel loro paese, Blue Harbor. All’inizio la ragazza non vuole cedere a questo “ricatto” ma alla fine, sia perché vuole la promozione, sia perché vuole scappare dal suo “fidanzato”, decide di accettare.

Autumn non torna a casa da molto tempo, proprio per dimenticare ciò che è accaduto con Chase. Ritorna nel sul luogo preferito. Rivede la madre, che possiede un delizioso B&B sul fiume, e i suoi amici, Abigail amica d’infanzia e Jacey ormai sceriffo e con una nominata da Playboy.

Autumn, si ritroverà catapultata nei ricordi, nelle sensazioni di quando era giovane e felice e scoprirà che seppur abbia voluto dimenticare Chase, niente è scomparso, anzi, tutto riaffiora sempre più forte e prepotente.

La bellezza di questo libro, oltre le descrizioni dei luoghi paradisiaci, sono i personaggi. Autumn, è una donna che si è rafforzata con la sofferenza avuta da giovane, anche a causa di un paio di eventi, oltre quello di Chase, che l’hanno messa a dura prova.
Chase, d’altro canto seppur abbia fatto carriera nel MotoGP, ed abbia avuto un incidente abbastanza grave è un uomo che sa quello che vuole e quando vuole qualcosa ci prova fino alla fine ( *___* Eh! ).

Devo dire che ho apprezzato anche il contorno, come gli amici, i nemici e vari personaggi come ad esempio il vecchio che Autumn incontra sul molo. Ho trovato quel personaggio molto romantico e dolce. Un riassunto di cosa è il vero amore.

Ovvio che Elisa si sia ispirata ad uno dei miei film d’amore preferiti “Le pagine della nostra vita” e l’ho apprezzato molto perché mi ha dato le stesse emozioni del film.

Il finale è EPICO, bellissimo, talmente tanto che vorrei avere un amore come quello di questi due protagonisti. Intenso, passionale ed INDELEBILE.

Link per l’acquisto: Indelebile di Elisa Gioia

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RECENSIONE: Appuntamento in terrazzo di Felicia Kingsley

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“Rimanete a casa, rimanete a casa”, si sente urlare dagli altoparlanti delle uniche auto che circolano per le strade deserte di Milano.La vita congelata nel momento del lockdown ha colto tutti impreparati. Ma alcuni di più.

È il caso di Alex che, nel momento in cui il Governo annuncia la quarantena nazionale, si ritrova in isolamento con quella che da poche ore è diventata la sua ex, l’ultima persona con cui vorrebbe condividere l’aria. A distanza di una parete, nell’appartamento accanto al suo, c’è Didi, tornata a casa dei suoi per una breve visita, rimasta ostaggio della sua chiassosa famiglia: una madre complottista dipendente dai social, un padre drogato di lavoro che ha trasformato la casa in un ufficio, una sorella diciottenne aspirante influencer con cui è costretta a dividere la camera e un nonno nostalgico. Per Alex e Didi la situazione è soffocante e, privati dei propri spazi, non resta loro che un posto per trovare un attimo di pace: il terrazzo. Le vite di Alex e Didi s’incrociano in un momento di emergenza e, quello che nasce come un incontro inaspettato, diventa un piacevole appuntamento quotidiano. È possibile che un’amicizia nata in una situazione ai limiti del reale possa trasformarsi in qualcosa di più?

L’autrice devolverà in beneficenza i proventi derivanti dalla vendita dell’ebook di Appuntamento in terrazzo all’Ospedale Policlinico di Modena.

recensione

Tutti noi abbiamo vissuto quest’anno un avvenimento che rimarrà negli annali storici, decretando il 2020 come un anno abbastanza inverosimile. La Quarantena per colpa del Coronavirus ha relegato il mondo in casa, chiudendo ogni rapporto umano e non permettendoci di vedere le persone care che abitualmente vedevamo tutti i giorni. Amici, parenti, fidanzati, sono stati chiusi fuori dalle nostre vite per necessità, sopravvivenza, e forse una cosa come un abbraccio che prima non era così rilevante, perché una cosa normalissima, si è trasformata in un qualcosa di altamente pericoloso.

Felicia Kingsley, proprio con il suo lockdown, ha deciso di donarci una novella sulla quarantena. L’ha resa romantica e davvero divertente devolvendo il ricavato del libro all’ospedale Policlinico di Modena.

La storia ha due protagonisti.
Didi, che rimane bloccata in casa sua con la sua famiglia troppo chiassosa ed ingombrante. Il padre stacanovista, la madre intossicata dalla fake news su facebook, la sorella provetta influencer ed il nonno un po’ rimbambito. Lei tecnicamente dovrebbe trovarsi in Germania, dove lavora, ma a causa dei diciotto anni della sorella era tornata in Italia. Il lockdown la costringe alla convivenza e permanenza forzata lì a casa sua.

Dall’altra parte del pianerottolo, invece, c’è Alex. Fotografo che convive con la sua fidanzata influencer di fitness, che proprio un paio di ore prima scopre che questa lo tradisce con il personal trainer. Quindi i due sono costretti a convivere forzatamente nella stessa casa, cercando di non uccidersi a vicenda.

Il due protagonisti per “respirare” quindi escono sui propri rispettivi terrazzi, per allontanarsi dai loro ingombranti coinquilini e proprio su questi si conoscono. Iniziano a parlare, prima sporadicamente e poi dandosi appuntamenti ogni giorno per rivedersi.
Dai due terrazzi, Didi ed Alex, si raccontano e si innamorano.

Il Romeo e Giulietta ai tempi del coronavirus.
La bellezza di questa novella, oltre la storia dei due protagonisti è il contorno. Ogni personaggio è descritto con precisione rendendolo caratteristico. I mondi di Didi ed Alex, si uniscono e si fanno compagnia a vicenda.

Ci sono stati degli eventi di questo libro che mi hanno fatto spanciare dalle risate. Ho adorato il nonno di Didi, il classico nonno un po’ rinco, ma tanto simpatico.

Insomma il libro, seppur piccolino, ha sempre lo stile ironico e romantico della Kingsley, che vi consiglio di recuperare se siete amanti del genere e soprattutto dell’autrice e poi, vi ricordo, che il ricavato è devoluto in beneficenza.

STUPENDO!

Link per l’acquisto: Appuntamento in Terrazzo di Felicia Kingsley

 

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RECENSIONE: Nei panni di Valeria (Valeria #1) di Elísabet Benavent

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trama

Valeria ha ventisette anni e vive a Madrid, ha lasciato un lavoro d’ufficio per dedicarsi alla scrittura di romanzi d’amore e il suo libro d’esordio è stato un successo. Adesso è alle prese con la stesura del secondo, ma è in difficoltà. E poi è sposata con Adrián, di cui si è innamorata quando era ancora ragazzina e con il quale ha un ménage forse fin troppo adulto.
In fondo non ha ancora trent’anni e soffre la mancanza delle avventure che le raccontano le sue amiche: Lola, Nerea e Carmen, ognuna la rappresentazione di una tipologia femminile, dalla più forte alla più fragile, dalla femme fatale all’imbranata. Tutte donne che sentiamo vicine, forse perché le conosciamo, o forse perché si comportano come noi. Insicure, spericolate, ingenue e sognatrici, Valeria e le sue amiche ci conducono in un divertente scenario contemporaneo, dove l’amore, il sesso e gli uomini non sono traguardi facili.
Attraverso le loro confessioni più intime e seguendo il racconto di avventure proibite, arriveremo alla fine di questa sensuale commedia per scoprire che gli equilibri sentimentali dell’inizio sono stati stravolti. Perché vivere a Madrid a trent’anni e non distrarsi non è facile, perché a trent’anni la vita è una tavola imbandita dove assaggiare di tutto un po’. Le rocambolesche serate di Valeria non finiscono: ci ritroveremo nei suoi panni in un secondo, poi un terzo e ancora un quarto romanzo. Una serie che in Spagna ha conquistato un milione di lettrici e che ha lanciato Elísabet Benavent in vetta alle classifiche.

recensione

Ho letto questo libro per prepararmi alla visione della serie tv che Netflix ha deciso di portare sui nostri schermi e mi sento di dirvi, nel caso voleste iniziare questi libri proprio sull’onda della serie ( a mio dire ORRENDA ), che sono due cose TOTALMENTE diverse. La trasposizione di Netflix è una fan fiction inventata di sana pianta. Certo, la storia è simile, ma i caratteri, i personaggi e le emozioni sono state stravolte e buttate giù nel …. ehm! dalla finestra.

Insomma, se volete farvi un regalo, non guardatela è solo un ammasso di personaggi inconsistenti e incoerenti e la nostra protagonista è una persona pessima, cosa totalmente diversa nel libro.

La Valeria del libro è una donna che ha rischiato decidendo di intraprendere la strada della scrittrice. Ha già pubblicato un libro, ci ha vinto dei premi, ma ora ha il classico “blocco dello scrittore. In più la sua vita coniugale non va a gonfie vele. Suo marito, il fotografo, Adrian non la guarda più, non la tocca più e quando lei vuole tentare un approccio, questi l’allontana.

Il rifugio di Valeria sono le sue amiche. Lola, la più frizzante del gruppo, passa da un uomo all’altro con la speranza che quello che ama ( e con cui va a letto, quando la fidanzata non c’è ), capisca che sia la donna della sua vita.

Nerea è miss perfezione. Bella, indipendente, ma un po’ snob e con l’etichetta di donna che accalappia solo uomini belli e con i soldi.

E poi c’è Carmen, la prosperosa ed incasinata grafica, che ha una cotta per il suo collega e che odia il suo capo.

Questo quartetto di donne, riassume l’essenza della donna stessa. Ognuna di loro con i suoi problemi ed i mille casini ci fa immedesimare alle loro esperienze.

La svolta del libro a mio parere è quando arriva Victor. Il ragazzo viene presentato a Valeria da Lola, quando per l’ennesima volta il Marito, Adrian, preferisce il lavoro a lei e quindi per svagare la testa la donna segue l’amica in una serata fuori.

( lui lo inserisco perché è un bel vedere )

Da quel momento in poi la sua vita cambia, proprio perché l’uomo le fa aprire gli occhi. La ispira e soprattutto la intriga. Però Valeria è stoica è una donna sposata e non vuole tradire il marito che ama, seppur le cose non vadano bene. Quindi mette in chiaro con Victor che la loro è solo un amicizia e seppur lui cerchi in tutti i modi di indurla in tentazione, lei non cederà … fino ad un evento che è scatenante e che farà cambiare idea alla protagonista.

Mi è piaciuto davvero leggere questo libro proprio perché entra molto nella psicologia femminile. Valeria è una donna che sa ciò che vuole ( non come l’inconsistente caricatura televisiva ), ma anche molto fragile, così come la stessa Lola che viene descritta come una mangia uomini ma che sotto sotto quell’etichetta le va stretta. Carmen, desidera solo una cosa, un uomo che la ami e con cui condividere la vita mentre Nerea, beh! ancora devo capire cosa vuole ma di certo non le donne come nella serie ( che poi avrei anche approvato l’idea se fosse stata resa bene ed invece hanno fatto diventare un personaggio gay solo per introdurre cliché sulla cosa e renderla inutile. Vabbe! ).

Ma comunque, ad ogni modo, i confronti tra di loro si amalgamano così bene che sembrano quasi complementari l’una all’altra.

Ho odiato davvero tanto Adrian. Nel telefilm invece è solo un povero martire succube dell’inconsistenza e dell’immaturità della moglie.
Victor è il classico principe sul cavallo bianco, anche se abbastanza ambiguo all’inizio, non sai se faccia tutto quello che fa solo per portarsi a letto la protagonista o perché davvero ne è attratto, però ( anche se sul finale avrei voluto ucciderlo ) dovrebbero esserci molti più uomini come lui.

In conclusione, se avete amato “Sex and the City” e vi piacciono le storie che raccontano di donne, questo è il libro che fa per voi.

quantepiume

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RECENSIONE: Il bacio delle tenebre (All Souls Trilogy #3) di Deborah Harkness

copertina

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trama

Quando la giovane studiosa di alchimia Diana Bishop ritrovò nella biblioteca Bodleiana di Oxford un manoscritto rimasto nascosto da secoli, la sua vita cambiò completamente: non solo perché il potere di quel manoscritto le permise di accettare la sua vera natura di strega, ma anche perché grazie a esso conobbe Matthew Clairmont, vampiro, professore di genetica appassionato di Darwin. Da allora, in un viaggio attraverso un mondo popolato di umani ma anche di creature ultraterrene, hanno condiviso un grande amore proibito, e insieme hanno tentato di scoprire i segreti celati nel manoscritto da cui tutto ebbe inizio. Oggi sono tornati: pronti ad affrontare una nuova minaccia, quella dell’estinzione della loro specie. Sempre più incombente, soprattutto ora che alcune pagine del codice Ashmole 782, in cui è contenuto il segreto della loro sopravvivenza, sono scomparse. Tra dimore cariche di segreti, e antiche e misteriose biblioteche, Diana e Matthew continueranno la loro battaglia. Potere, passione, amore, appartenenza, passato e presente: i temi che i fan di Deborah Harkness hanno amato ci sono tutti in questo trionfale ritorno, terzo capitolo della Trilogia delle Anime, in cui finalmente verità antiche quanto le streghe stesse saranno svelate.

recensione

Nelle puntate precedenti: L’ombra della notte (All Souls Trilogy #2) di Deborah Harkness

E sono pronta a regalarvi l’ultima recensione di questa saga davvero avvincente.

Non è il classico fantasy, ma un mix ben congegnato di azione, mistero e magia. Non credevo potesse piacermi tanto ed invece così è stato. L’ho amato dall’inizio alla fine.

Da questo punto in poi SPOILER ALERT

In quest’ultimo capitolo riprendiamo da dove avevamo lasciato i nostri due protagonisti, con il ritorno nel loro tempo e di nuovo in America nella casa di Diana. I due corrono subito a Sept-tour e scoprono che, durante la loro partenza nel tempo, un membro della loro famiglia è venuto a mancare ovvero Emily, la compagna della zia di Diana, Sarah .

La sua morte è accaduta in modo misterioso e Diana non si da pace tanto che la sua tristezza mette paura a Matthew che teme per la vita dei gemelli ( si perché Diana aspetta due gemelli dal vampiro ). Nel frattempo arriva anche Baldwin, fratello di Matthew che scopre, non solo, che Diana è incinta ma anche che è stata marchiata da Philippe come membro dei de Clairmont, facendo andare su tutte le furie il vampiro.

A loro in Francia si unisce anche Fernando, compagno del defunto fratello di Matthew, Hugh, che aiuta i due coniugi nelle loro ricerche e Verin, sorella di Matthew con il suo marito umano.

Quando però Baldwin non vuole aiutare la coppia, Marcus, propone a Matthew di fare una scissione dividendo la casata dei Clairmont da quella del vampiro capo. Ma purtroppo Matthew non vuole e litiga con il figlio e le sue idee.

Nel frattempo Diana e Matthew decidono di tornare ad Oxford per indagare sull’Ashmole, ma la sera prima della partenza ricevono un inquietante telefonata dal telefono di Miriam, la vampira che aiuta Matthew nelle sue ricerche genetiche e scopre che dall’altro capo del telefono c’è Benjamin, il suo figlio disconosciuto che lo minaccia e quindi i piani cambiano. La coppia insieme a Sarah, Fernando ( che è diventato amico della zia di Diana ) e Gallowglass, ritornano a casa di Diana, in America.

Una volta giunti, Matthew diventa pensieroso e Diana si preoccupa per suo marito. Nel mentre incontra vari membri della congregazione e decide ( per la prima volta ) di farsi aiutare da loro, per scoprire cosa succede alla casa ( i fantasmi sono spariti ed è uscito uno strano albero dal camino ) e al marito ed anche per ricevere protezione in caso di guai. Con loro scoprirà che non solo ha i poteri del padre come tessitrice e viaggiatrice nel tempo, ma possiede anche i poteri della madre. Infatti Rebecca controllava la magia suprema ( perché ovviamente Diana non si fa mancare nulla ). Questo spinge Matthew a voler indagare meglio sul suo sangue e facendosi aiutare da Alex amico di Diana e convocando Miriam, con entrambi iniziano a studiare sia il sangue della strega sia quello del vampiro, siccome Matthew vuole capire meglio se la sua malattia “La rabbia nel sangue” sia curabile.

Durante il periodo in America, un giorno Diana incontra un giovane vampiro e riconosce in quel ragazzo, Jack, il ragazzino che avevano incontrato ed adottato nella Londra Elisabettiana. Insieme a lui c’è una vecchia conoscenza di Diana, ovvero Padre Hubbard, il vampiro “capo” che aveva sempre incontrato in quell’epoca a cui aveva affidato proprio il ragazzo. Dopo la sorpresa e la felicità di vedere Jack, Diana si arrabbia poiché non era quella la vita che si era aspettata per lui. Purtroppo però un paio di anni dopo la loro partenza Jack stava morendo di Peste e quindi Hubbard lo ha trasformato, solo che così facendo il ragazzo ha avuto la rabbia nel sangue come Matthew, cosa che hanno solo i vampiri della stessa stirpe di sangue del vampiro. Si scopre che Hubbard è figlio di Benjamin e che quindi Matthew è suo nonno, per questo Jack ha la sua stessa malattia, così come ce l’ha Benjamin ( la malattia salta una generazione ).

In più Jack è stato schiavo di Benjamin e lo costringeva a uccidere umani per creare altri vampiri con la stessa malattia ( La rabbia trasforma i vampiri che la possiedono in macchine da guerra e assassini a sangue freddo ). Il ragazzo ha ancora i traumi per quell’avvenimento, ma con le cure amorevoli di Diana e gli insegnamenti di Matthew cercherà di controllare meglio le sue pulsioni omicide.

Purtroppo però Baldwin ( … odioso ), scopre questa faccenda e chiede a Matthew di uccidere Jack perché è una minaccia. A quel punto Matthew decide di fare la scissione come consigliatogli da Marcus, ma per farlo deve convincere tutti i suoi nipoti di unirsi a lui e quindi parte per New Orleans, lasciando Diana sola e quasi in procinto di partorire.

La donna così ritorna a Londra, dove ad aspettarla ci sono Ysabeau, Martha e Phoebe ( la compagna umana di Marcus e futura vampira ). Nel attesa di partorire però Diana, continuerà la sua ricerca dell’Ashmole e ripercorrerà le strade che ha attraversato nell’epoca Elisabettiana, conoscendo le eredi delle streghe che in quell’epoca l’aiutarono con i suoi poteri.

Dopo una serie di vicissitudini Diana partorisce i due gemelli giusto in tempo per l’arrivo di Matthew. I due bambini, Rebecca e Philippe, sono una un vampiro e l’altro uno stregone. Il giorno del battesimo però Baldwin torna a rivendicarli scoprendo della scissione di Matthew.

Nel frattempo Benjamin continua a fare capolino e a far scoprire al vampiro i suoi piani di vendetta. Stupra streghe per creare altri vampiri con la rabbia nel sangue. Infatti, nel frattempo si scopre che una cura non esiste e che solo un vampiro con quel tipo di malattia, ed una strega “tessitrice” possono procreare poiché il loro è un sangue misto ( l’autrice ha spiegato molto bene come succede quest’avvenimento ).

Quindi Matthew parte per cercare il figlio rinnegato e Diana va a Venezia per presenziare ad una seduta del Consiglio, prendendo le redini di portavoce dei de Clairmont. In questa seduta, scoprirà varie cose. Tipo che Gerberto e Peter Knox erano in combutta per scoprire come trovare l’Ashmole a discapito della famiglia di Diana e che all’interno del Consiglio uno dei membri è figlia di una strega ed un vampiro, proprio come i figli della nostra protagonista, ma in quel caso lei è una strega centenaria ( cosa impossibile dato che le streghe sono mortali come gli umani ).

Diana comprende che tutti i problemi di Streghe, Demoni e Vampiri, sono derivate proprio dal fatto che nessuna di queste razze si sia mescolata tra loro e quindi evoluta nel corso del tempo, perdendo così i loro poteri e cadendo nel declino totale.

Nel frattempo a Matthew viene tesa una trappola e rapito dal suo stesso figlio. Torturato e lasciato in agonia. Diana, quindi, riesce a mettere le mani sull’Ashmole e diventa lei stessa il libro della vita e della morte, andando così a salvare il marito.

Con l’aiuto di vampiri, streghe e demoni, riescono a salvare Matthew e a mettere fine alla vendetta di Benjamin che è stato aiutato dal viscido Peter Knox, che si era alleato con lui per avere più potere.

La fine del libro è idilliaca. Si ritrovano tutti insieme a festeggiare il Natale a Sept-tour e spazzando via ogni orrore dalle proprie vite.

FINE SPOILER

Che dire, ho amato molto questa serie. Ogni personaggio è così ben delineato ( anche i secondari ) che tutto sta al posto giusto. Le spiegazioni scientifiche hanno un senso logico che rendono scorrevole la storia, per quanto sia complesso a volte comprendere di marker genetici e alchimia.

Diana e Matthew sono proprio come una formula alchemica che uno senza l’altro non può esistere. Perfetti e complementari.

Insomma, io vi consiglio di leggerlo, perché lo reputo un ottimo fantasy con una storia avvincente e mai noiosa.

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RECENSIONE: Un maledetto addio: Novella (Un maledetto lieto fine #0.5) di Bianca Marconero

copertina

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trama

Brando ha 18 anni, un sogno e un amore sconfinato per sua madre Isabella.
Dopo la morte del padre, si occupa di lei cercando di darle tranquillità e sicurezza.
Passa le sue serate al Pandemonio, il locale del suo quartiere e, con i suoi amici d’infanzia, condivide il sogno di formare una band.
Tra tutte le ragazze della vita di Brando, ce n’è una, Alice, che potrebbe essere quella giusta.
Ma il momento forse è quello sbagliato. Un uomo enigmatico e potente entra nella vita di Isabella, sconvolgendo quella di Brando.
L’uomo, influente senatore, ha una figlia di nome Agnese, a cui Brando dovrà chiedere aiuto.
Ciò che Brando ancora ignora è che Agnese è la ragazza destinata a cambiargli l’esistenza.
Per sempre.

recensione

In realtà questa è una novella prequel, scritta dalla Bianconero per conoscere meglio i fatti dei protagonisti di “Un Maledetto lieto fine”. Ammetto che forse sarebbe stato meglio leggerlo alla fine della serie, ma … stica!

Insomma, per me che non conoscevo la storia di Brando ed Agnese, diciamo che mi è servita come introduzione ai personaggi e mi ha piacevolmente stupito.

La storia ci introduce il punto di vista di Brando che suona in una band nel locale Pandemonio ( mh ti conosco mascherina ). E’ invaghito di una sua compagna di università, che lavora nel locale dove prova e suona. Un giorno per farsi vedere da Alice ( che conoscono bene i lettori di “Non è detto che mi manchi” altro libro della Marconero, di cui ho già fatto precedentemente la recensione. ), Brando si fa accompagnare dalla madre, una donna molto bella, alla sede del partito Popolo d’Italia, dato che la ragazza lavora per la campagna elettorale del partito. Lì incontrano il senatore Goffredo Altavilla che non appena vede la madre di Brando inizia a fargli una corte spietata irritando Brando che non vuole che nessuno tocchi la madre ne tanto meno la guardi.

Il fatto però dura poco perché la donna ( oltre a tenere nascosta la relazione al figlio dato che non sopporta l’uomo ), alla fine cede alla corte di Goffredo e lui decide di sposarla mettendo definitivamente Brando ( emotivamente )  sotto un treno e facendoci capire che il rapporto tra di loro sarà davvero pessimo ( eh già ). Chiaramente i due rendono noto le loro intenzioni ad un pranzo voluto per far conoscere i due figli. Ed in quel momento Brando incontra Agnese. Due poli opposti, lei perfettina ed educata che sbava dietro uno con troppi soldi che non se la fila, mentre Brando è fuori dagli schemi, talmente tanto che al matrimonio si presenta con i capelli blu.

I due sembrano non abbiano niente in comune ma … forse hanno più in comune di quello che pensiamo. Infatti e da qui che la loro vita inizia a cambiare, forse per sempre.

Devo dire la verità per essere solo un placebo della storia, mi è piaciuta molto. La Marconero ha una dote, sa coinvolgere il lettore nella storia. Ho apprezzato molto i personaggi secondari e mi è piaciuto un sacco il rapporto di Brando con Alice, un personaggio che già mi era piaciuto molto in “Non è detto che mi manchi” e che avrà anche un suo libro ovvero “Le nostre prime sette volte”.

In conclusione, se vi piacciono le storie tormentate e gli amori impossibili, io vi consiglio di leggerlo, chiaramente se ne volete sapere di più vi tocca leggere il libri principali, dove i due protagonisti avranno molto di più da raccontare.

quantepiume

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